Hurricane & Entanglement.

entanglement

Forse siamo davvero solo essenze e particelle senza senso, sperdute nella molteplicità, in costante ricerca di contatti improbabili e relazioni indefinibili.

Talvolta accade che elementi infinitamente grandi o infinitamente piccoli, cielo e terra o atomi che siano, si uniscano grazie ad attrazioni sottili e trasparenti ma vorticose e infinite.

Quando succede, ciò provoca tempeste sconvolgenti e legami più potenti e rapidi della luce, un susseguente ricostruire insieme e un nuovo stato per entrambe le parti.

Noi siamo questo.

Sei il cielo che attendo e che mi rende libero e vivo, sono la terra sui cui ti appoggi e che ti sostiene.

Molecole vaganti ma legate, pur distanti miliardi di chilometri.

Epicuro 2.0, reloaded.

Mi chiedi come mai di questi tempi si parli così frequentemente di due cose: soldi e amore?

Credo che sia perché si discorre sempre più volentieri di quel che manca, quindi si desidera maggiormente ciò che si conosce, ma che non si possiede più in quantità come un tempo.
Di sicuro di questi tempi scarseggiano entrambe le cose, per molti, anche e soprattutto per chi crede o vaneggia di averne.
E amore e denaro sono legati tra loro in modo imprescindibile, esistenzialmente innegabile, e realisticamente essenziale.

Neghi questa mia affermazione, non la credi vera, o non vuoi credere ad essa?

Guardati intorno, io vedo alcuni benestanti con parvenze da innamorati, ma non ho mai visto barboni -o mendicanti- tenersi per mano e baciarsi.
Aldilà dell’esempio basico e banalmente reale credo che determinate questioni per essere comprese profondamente, nella loro verità più essenziale e cruda, vadano affrontate con una concreta filologia e non solo con una astratta filosofia.
Portami una testimonianza attendibile di un amore che sopravvive senza alcuna materialità, e mi troverai disposto a rivedere questa mia posizione, metterò volentieri in discussione il mio epicureismo.

Essere. Amati.

Esser amati per ciò che si è, semplicemente, e a prescindere da tutto.
Un piacevole e legittimo sogno, una arrogante e assurda pretesa, insieme.

Il sentimento ha spesso un big bang casuale, nasce da un fortuito scontrarsi, da un caotico incontro di parti.
Poi si sviluppa, avendo in precedenza costruito consapevolmente la propria essenza, e decidendo poi di miscelarla con un’altra creazione.

Prima ancora che per l’amore, creiamo e nutriamo la stella lucente che è in noi, per guadagnarci un nostro legittimo posto felice nell’immensità.
Con il divenire grandi e luminescenti talvolta attiriamo stelle gemelle, altre volte fastidiose zanzare, ma in siffatto modo ruotano gli universi che ci contengono e guidano.

Indovinello. Infinito.

Pensaci.

Tutto conta.

Nulla ha senso.

Parlare è vacuamente stancante.

Lo scrivere è riflessivamente divertente.

Piccolezze inutili distraggono dalle grandezze importanti.

Avere abbondanza di offerte è un bene.

Fissar male le priorità ci fa perder tutto.

La matematica e il ritmo sono celati ma infiniti.

Non è più come prima.

Un esergo infelice nel principiare l’oratoria con un confronto tra due filoni scientifici, il loro diverso tentar di definire l’amore, e i comportamenti connessi ad esso.

La neuroscienza è una di quelle discipline che studia accadimenti biologicamente reali e fondati, in quanto tale è una scienza pressoché esatta, comunque con un’alta percentuale di dimostrabilità reale dei concetti enunciati.
La psicologia, in quanto ristretta all’ambito del pensiero e del sentimento umano, è per definizione indimostrabile e non universale nella totalità dei suoi assunti.
La prima sancisce -tra le varie scoperte e analisi- la necessità fondamentale di stimoli nuovi in ogni attività umana, in base all’osservazione del comportamento e della produzione di dopamina, e quindi restringe fisiologicamente i tempi e la durata dell’esperienza amorosa.
La seconda tenta di comprendere e dimostrare le ragioni e gli effetti dei comportamenti umani, utile nel dare sollievo e risposte a singoli individui, ma non altrettanto rilevante in senso generale e antropologico.
Alla luce di questo preambolo diventa fuorviante semplificare e restringere l’amore e il tradimento ad atti che si riducono unicamente al rapporto con l’altro -alla nostra idealizzazione di esso o alla capacità invece di una matura analisi della realtà- e al semplice senso di libertà egoistica che si contrappone a tale rapporto.
Hanno più complicatamente a che fare con ciò che profondamente siamo e vogliamo, principalmente con la scoperta del nostro personale senso del tempo e dell’eternità, lo scandire del tempo come ognuno di noi lo percepisce e primariamente la percezione dell’eternità e del suo significato così come l’essere umano singolarmente lo elabora e interiorizza.
Il raffronto tra uomo e animale rafforza questa visione in quanto l’animale non si pone il problema di tradimento e perdono, proprio perché il suo istinto amatore è temporalmente stagionale e periodico, essendo il suo senso di eternità basicamente legato alla riproduzione e alla sopravvivenza della specie.
Per noi umani la profonda conoscenza dei nostri tempi e del nostro orologio interiore, e soprattutto la consapevolezza del nostro individuale rapporto con l’eternità -con tutti i viscerali significati e risposte che questi comportano-, ci rendono capaci di riconoscere quale può essere il vero amore per noi e ci indicano la via per costruirlo e portarlo avanti seriamente.
Ivi compreso il perdono, che in un percorso così delineato diviene il profondo riconoscimento della dimensione dell’altro e del ‘due in uno’, ma soprattutto la seconda opportunità -nell’ottica appunto dell’eterno costruire attraverso un ciclico rinnovarsi- che diamo a noi stessi prima ancora che alla persona amata.

“Il vero amore pensa all’istante e all’eternità, ma mai alla durata”. – Friedrich Wilhelm Nietzsche.