Vecchie radici e nuove ali.

Mi sono sempre riuscite al meglio le faccende e le creazioni più complesse, anziché le semplici questioni di una normale esistenza quotidiana, così come la vivono in molti.
Forse per questa ragione è la complicatezza che ho sempre inconsciamente cercato, da cui ero ammaliato e che fiutavo come mia simile, nel viver mio e negli occhi altrui.
Ora che quella semplicità la desidero, e che mi pare di esser pronto, ho bisogno di qualcuno che la sveli nuovamente alla mia anima nel frattempo snodatasi.
Colei che attendo dovrà desiderare accompagnarmi attraverso essa, condividerla con me e insegnarmela, e perciò avere molta pazienza con me.

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Essenziali profondità ricavate da superficiali casualità.

Non è necessariamente quel che fai a dire ciò che sei.

Non è sempre ciò che veramente sei quel che ti porta a fare quello che fai.

È come fai quel che hai la fortuna e l’occasione di poter fare a rivelare profondamente l’essere che hai avuto il merito di plasmare con la tua natura.

Il grande Mazinger.

Da ragazzino sono cresciuto assorbendo la filosofia, semplice e semplicistica, di alcuni Manga giapponesi.
Quando moriva un cattivo il futuro del mondo appariva maggiormente sereno, il presente più positivo, e l’umanità festeggiava.
Quando spariva chi faceva del male l’universo era più pulito, più felice, la gioia trionfava.
Quando ci si trova in presenza di chi possiede e distribuisce cose buone, l’animo si dispone in tal senso, è un contagioso spargere felicità.
In compagnia di chi fa del bene, a noi stessi e in generale, ci si innamora nuovamente tra noi e della semplice vita.
Concetti basici che solo da grandi bambini comprendevamo chiaramente, e altrettanto intuitivamente decidevamo di lottare per il bene e di non essere complici del male, mentre da piccoli adulti tutto sembrò miscelarsi confusamente.
Con fatica e un gran lavoro su me stesso ho recuperato quella mia parte fanciullesca e me la sono così guadagnata per il resto dei miei giorni, nonostante alcune esperienze di una vita abbiano tentato di strapparmela via per sempre, e a nessuno permetterò mai più di oscurarla in me.
Limpida come deve rimanere per cercare di distribuire serenità a me stesso e a chi la merita, ingenua quanto basta per continuare ad amare, coraggiosa nel saper fare giustizia ove possibile e laddove necessario.
Giusto o sbagliato nessuno può dirlo davvero e tantomeno insegnarlo, e che importa in fondo, se questa integrità è ciò che mi fa star bene più di ogni altra cosa.

Marea, sub specie aeternitatis.

Un placido allontanarsi. Un apparente avvicinarsi.
L’usuale stile a farfalla tra ondine e cavalloni, alcune vanno e portano via ammuffiti sogni, altre arrivano a portar nuove coraggiose speranze.
L’infinito barcamenarmi tra chiusure e aperture, del mio rapportarmi al mondo tra riparar vecchie falle e aprire nuovi oblò, e del mondo ondoso intorno a me.
Questa è una di quelle maree in cui vorrei si sincronizzassero questi due ordinati squilibri, come talvolta e disordinatamente è già capitato pur essendo stati riflussi tempestosi, sempre con il medesimo gioioso stupore sotto le stelle dopo il lavoro sotto coperta.
Ora non seguo già più con gli occhi la sottile cresta schiumosa che si allontana verso l’orizzonte, poiché bramo quella sinuosa che pare avvicinarsi all’orizzonte, sperando sia quella che mi possa eternamente accompagnare all’approdo di quell’isola avvolgente e accogliente di cui intravedo il crinale dal tempo in cui ho soffiato lontano le nebbie umide.
Il sole ottimista e infantile gioca con noi e scalda tutto intorno proiettando ombre altrove, ma l’onda pare immobile pur sollevandomi anche da lontano solo con il suo prometter meraviglie, chissà che non sia un desiderato miraggio o un riflesso illusorio di luce questa volta.

Le conseguenze del 3.

Nella mia vita ho sempre seguito la regola del 3, ha sempre dato le risposte giuste ed è una di quelle norme comportamentali che mi ha fatto vivere bene, anche quando è stato molto difficile adottarla.
Come in questo frangente, perché la scelta coinvolge un progetto e soprattutto una donna che mi piace molto, davvero moltissimo.
Ma la regola del 3, delle tre opportunità e della scelta conseguente, funziona anche quando è duro applicarla e quindi non la abbandono.

Molte meteore a contorno di due soli.

Non mi hanno mai appassionato le moltitudini informi e selvagge, ho sempre preferito le interessanti conversazioni e relazioni a due, naturalmente colte e quindi delicatamente cortesi.

L’unica specificità umana che ancora mi indigna e che non tollererò mai, nonostante la conoscenza delle tante brutture di cui è capace l’umanità, è la scortesia.